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Santuario dell'Assunta (Il Chiesuolo) Gravi epidemie si manifestarono in passato con una certa frequenza. In un atto notarile del settembre 1485 si legge la protesta da parte di una decina di abitanti di Marcignago, i quali non volevano che il chierico Luigi Re facesse condurre alla locale chiesa di Sant'Agata il cadavere d'un uomo morto di peste. La più celebre fra le epidemie pestilenziali e quella del 1630, perché e` la più documentata ed e` ricordata nei "Promessi Sposi" (tanto che si usa anche chiamarla "peste manzoniana").

Diverse parrocchie hanno nel loro archivio registri dei morti che comprendono anche quell'anno luttuoso.
A Trivolzio il primo registro dei morti va dal 1624 al 1644. Siamo perciò in grado di ricostruire il numero dei morti. Il contagio si manifestò nella seconda metà d'agosto del 1630. Il giorno 21 morì una donna di Soncino. Nell'arco di quattro giorni, fra il 21 e il 25, si compi in Trivolzio la distruzione di un' intera famiglia composta da padre, madre e tre figli.

Complessivamente morirono, nella parrocchia, 32 persone. Il morbo, perlomeno nei suoi effetti letali, durò tre mesi. Solo in tre località si registrarono decessi: Trivolzio, Soncino e la Carpana. A Trivolzio fra il 21 agosto ed il 20 novembre morirono 15 persone: cinque in agosto, cinque in settembre, tre in ottobre e due in novembre. In pratica, un abitante ogni venti. A Soncino la proporzione fu leggermente più alta, con la morte di dieci persone. La piccola località della Carpana subì, in proporzione, la maggior disgrazia. Poteva contare, allora, 25 o 30 abitanti. Ben sette decedettero di peste, quasi tutti in ottobre. Ad eccezione degli abitanti di Soncino, tumulati nel loro cimitero, i defunti furono sepolti a Trivolzio, non nel cimitero presso la chiesa, bensì quasi tutti in un altro, fuori dal paese.

Lungo la vecchia strada pavese s'incontra una chiesetta, ad alcune centinaia di metri di distanza da Trivolzio. E` il santuario dell'Assunta, conosciuto più semplicemente come "il chiesuolo".
Il Prevosto Gandolfi pubblico` nel 1940 un opuscolo dedicato al santuario. Egli scrisse che la prima cappella era sorta sull'area del cimitero degli appestati del 1630. Il Prevosto Rovida scrisse solo che la popolazione venerava molto la cappella dell'Assunta e vi si facevano processioni il 15 agosto ed in altre occasioni per ottenere l'intercessione divina.

La mappa del Catasto Teresiano, tracciata nel 1723, mostra un piccolo cimitero dove in seguito sorse la prima cappella, all'angolo fra la Roggia Grande (Certosina) e la strada pavese. Nel 1861 il parroco Morosini ricostruì il Santuario e il pittore Giovanni Beri di Trivolzio dipinse l'affresco della Madonna Assunta. Nel 1908 il Prevosto Merli lo demolì e costruì l'attuale Santuario, che fu consacrato dal Vescovo di Pavia mons. Ciceri il 15 agosto 1911.
Il piccolo Santuario e` meta di pellegrini quasi ogni giorno, in particolare nel mese di maggio ed il 15 agosto.




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