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Chiesa parrocchiale dei santi Cornelio e Cipriano martiri La chiesa attuale fu costruita verso il 1620 in sostituzione di una precedente, atterrata perchè in decadenza. Dell'antica chiesa demolita dai frati rimane il maestoso campanile del sec. XV, a guglia conica. Alto m40, 50, e` il più bello dei dintorni e costituisce il simbolo del paese, ben visibile anche da chi percorre l'autostrada. Nel 1897 il prevosto Merli lo doto` d'un concerto di otto campane. La guglia non e` quella originale, caduta il 6 agosto 1668 a causa d'un fulmine, che penetro` nella chiesa mentre si cantavano i vespri ed uccise un giovane, di nome Giuseppe Vai.
Il fulmine si abbatté ancora sulla guglia nella notte tra l'11 e il 12 luglio 1745 e la mando` in frantumi.
L'estesissima parrocchia di Trivolzio, che comprendeva Torre d'Isola, Trivolzio, Santa Sofia, San Varese, Moirano, Torradello, Cerro e altre località, nel 1556 fu ceduta dall'Arciprete ai Padri del Terz'ordine Francescano, provenienti dalla chiesa pavese di San Gervasio. Essi vi rimasero sino al 1793, quando furono scacciati dall'imperatore d'Austria Giuseppe II. Ritornarono a officiare la parrocchia i preti del clero diocesano.
Oltre la chiesa parrocchiale, la parrocchia contava altri undici oratori e chiese in cui si celebrava la Messa ogni domenica e si amministravano i Santi Sacramenti: a Trovo, Torrino, a Soncino, al Cerro, a Torradello, al Pissarello, a San Varese, alla Cascina Grande, ai Casotti di Torre d'Isola, al Boschetto e a Torre d'Isola.
I Padri Francescani hanno lasciato profonde impronte della loro presenza a Trivolzio. Anzitutto la costruzione della nuova chiesa intorno al 1620. Abbattuta la precedente, che era fatiscente, la nuova fu eretta con tre navate, ampio presbiterio e coro spazioso, utile per i frati. Anche lo stile del cortile riflette la semplicità francescana.
La chiesa fu dotata di suppellettili preziose. Gli altari di marmo e la balaustra dell'altare maggiore furono progettati da Lorenzo Cassani, celebre architetto di Pavia. Le spese furono certamente dalle diverse Confraternite: la Compagnia del Codone o del Terz'ordine Francescano, la Compagnia del SS. Sacramento, quella della Beata Vergine Immacolata, portata dai Francescani, quella della Madonna del Suffragio.

Esse possedevano beni in terreni avuti da eredità e gareggiavano nell'adornare le proprie cappelle. Tra i benefattori privati, si ricordano i Branduardi, gli Abbiati, i Rusca, i Pignacca. Anche quando ai frati subentrò il clero diocesano, la chiesa fu continuamente abbellita. Il prevosto Merli (1896-1916) fece costruire un bel pavimento in cotto screziato, 75 cm al di sopra del vecchio. La cappella di San Giuseppe, di fronte al battistero, fu costruita dal prevosto Gandolfi al posto d'un ossario.
Nel presbiterio si ammirano i dipinti del Migliavacca: in alto gli Evangelisti, in mezzo San Siro, due episodi che riguardano i Santi Francesco d'Assisi, patrono di Trivolzio, e i due episodi evangelici del figlio prodigo e di Gesù tra i fanciulli.
La cappella al lato sinistro del presbiterio e` stata ristrutturata per accogliere nel 1981 le sacre reliquie di San Riccardo Pampuri, che il prevosto Gandolfi volle traslare nel 1951 dal Cimitero alla Chiesa parrocchiale e che dal 1997 appaiono al pubblico in una teca di vetro di moderna fattura. Il volto del Santo e` riconoscibile da una maschera che ne riproduce le fattezze.

La Chiesa Parrocchiale, in stile barocchetto, e` a tre navate; l'abside e` abbastanza grande, capace di un ampio coro; grande pure il presbitero contenente il superbo altare maggiore.

Quattro sono le spaziose arcate sostenute da altrettanti ordini di pilastri.
Nelle navate inferiori, alle prime arcate vicino al presbitero, sono aggiunte due cappelle munite di piccola cupola, destinate a dare all'edificio la forma della croce latina.

Circa la data di costruzione della Chiesa, esiste, nei registri parrocchiali, la relazione scritta dallo stesso parroco regolare Fra` Teodoro Molosso che afferma di "aver restaurato e rinnovato, rifacendola dalle fondamenta, la vecchia Chiesa estremamente pericolante, e costruito l'attuale ad onore di Dio Ottimo Massimo, della Beata Vergine Maria e dei santi patroni Cornelio e Cipriano".

Nella nuova Chiesa gli altari erano sei oltre il maggiore e conservarono lo stesso titolo di quelli della Chiesa demolita.







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